CELEBRATO IL XIX CONGRESSO DELLA DC ( il primo dal 1994 )
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DEMOCRAZIA CRISTIANA
Sede virtuale ROMA, Piazza del Gesù, 46 - Sede provvisoria Bologna, Via Titta Ruffo, 7

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ASSEMBLEA NAZIONALE  DEI SOCI  DELLA DC STORIC
A - STATUTO UFFICIALE DEL PARTITO
Decreto di accoglimento, del Tribunale Civile di Roma, Sez. III,  n. 9374/2016, Convocante Assemblea dei soci per il 25/26 feb. 2017 a Roma

SITO UFFICIALE

Direttore Responsabile: Prof. Nino Luciani
Tel. 347 9470152 - Email: nino.luciani@libero.it

ATTUALITA' LA PAGINA "ESTERI"
E COMUNICATI
FORUM La pagina per la documentazione
del partito.
Dipartimento : Rapporti con i Sindacati del Lavoro: CONVEGNI e DOCUMENTI Dipartimento
Politiche Agricole
Alimentari e Forestali
:
Dipartimento
Università e Ricerca

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LA PAGINA DEL PRESIDENTE
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A proposito di un fatto,
del dibattito pre-congressuale

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Cosimo Tramonte,
POLITICA ESTERACOMUNICATO
per la pace Ucraina - Russia

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CANDIDATO UNICO
della DC Dr. GIORGIO TRENTI
per il CONSIGLIO COMUNALE

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"Per la più alta forma
di riscatto morale
e di carità cristiana
per tutti e con tutti"

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MASSIMO ROCCHITTA
Lavoratori poveri

 

Decre.to Tribunale Civile di Roma convoca Assemblea dei soci DC,
prima volta dal 1994

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La nuova DC :
Massimo De Leonardis,

Un Impegno Civile

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Nuovo Disegno di legge di riforma universitaria

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FORUM - Università

importante importante importante

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FORUM 1

 

CONVEGNO NAZIONALE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NUOVA
Roma , 4 dicembre 2021

ORGANIZZATO DAL SEN. SALVATEE CUFFARO
CON LA PARTECUPAZIONE DI RENARO GRASSI E RENZO GUBERT

GABRIELE PAZIENZA
Presidente Nazionale della DC

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IN RIFERIMENTO A QUANTO PUBBLICATO DA:
https://www.appiapolis.it/2021/12/15/roma-consiglio-nazionale-della-dc-nuova/
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GIRATO DA PELLEGRINO LEO, SENZA COMMENTO

ROMA – Si è tenuto nella giornata di Mercoledì 15 Dicembre 2021 presso l’Auditorium della Basilica di San Lorenzo in Lucina il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana Nuova. Molti i temi discussi, dalla famiglia al lavoro, dai giovani alle disuguaglianze, dal rispetto e valorizzazione delle varie risorse ambientali e naturalistiche del territorio, al disagio sociale, l’accoglienza degli ultimi e delle nuove frontiere dell’agire politico istituzionale; tutte tematiche delle corde politico sociali ed economiche della storia della Democrazia Cristiana. All’incontro, presieduto dal Segretario Politico Nazionale Renato Grassi, dal Presidente del Consiglio Nazionale Renzo Gubert, erano presenti le delegazioni di tutte le regioni d’Italia.Tra i partecipanti è spiccata la presenza del già Presidente della Sicilia ed ex Senatore Totò Cuffaro nonché attuale Commissario Regionale della DC Nuova della Sicilia, reduce dai significativi successi ottenuti alle ultime competizioni elettorali svoltesi in Sicilia.Tra le delegazioni pervenute da tutta Italia si è avuta la presenza della delegazione della DC Nuova della Regione Campania rappresentata dal Segretario Nazionale Organizzativo Dott. Antonio Fago, dal Coordinatore Regionale Avv. Giuseppe Rosciano è dal Coordinatore di Caserta e Provincia Prof. Luigi Passariello.I lavori si sono conclusi con l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno e con l’approvazione di iniziative di carattere organizzativo da portarsi in tutte le Regioni d’Italia in vista delle celebrazioni del Congresso Nazionale che si terrà nel prossimo Marzo 2022.

PELLEGRINO LEO
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LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE GABRIELE PAZIENZA

1.- Ricevo (tra altri 97 destinatari), dal vecchio amico da LEO PELLEGRINO, la notizia di una riunione del CONSIGLIO NAZIONALE della "DC NUOVA" del Sen. Cuffaro, rintracciata in: https://www.appiapolis.it/2021/12/15/roma-consiglio-nazionale-della-dc-nuova/
2.- La mail di Leo ha suscitato molti commenti, tra cui quelli autorevoli di don Stenico che riporto: "Ma si può sapere che state dicendo? Chi parla di DC nuova ? Pregherei di smettere di seminare zizzania. Non sembra vi sembra che ve ne sia già troppa? ". Poi, don Stenico, che dice di essere stato raggiunto da A. Alessi, si è rimangiato tutto in una seconda mail.
3.- Proprio questo cosa, non richiesta (di Alessi) mi ha fatto ricordare un vecchio proverbio romano: "Excusatio non petita, accusatio manifesta"... . Infatti ho rivisto nella mente il lontano 12 nov. 2013, in cui Alessi, Luciani e altri fondarono a Bologna la DEMOCRAZIA CRISTIAMA NUOVA (Alessi, Segretario Politico; Luciani, Presidente; Pellegrino, Vicesegretario; Valentina, Segretario Organizzativo; Cugliari, Segretario Vicario.... (Chi vuole lo statuto, registrato alla Agenzia delle entrate, lo chieda).
4.- To a Cuffaro. La Democrazia Cristiana Nuova gli viene da Alessi (amico suo, come mi risulta da lettere tra loro). E il simbolo (croce su bandiera bianca, fondo blu) gli viene indirettamente da G. Fontana, elezioni politiche del 2018 . (Vedere Archivio storica del Ministero dell'Interno).
5.- Il Sen. Cuffaro aveva presentato la DCN nelle recenti elezioni amministrative in Sicilia, ottenendo una buona attenzione dall'elettorato siciliano. Non me ne dispiace. Potrà salire anche lui sul carro della DC, se vorrà. Ma la cosa non finisce qui. Adesso, con questo articolo su "Appiapolis" si viene a sapere che nel CONSIGLIO NAZIONALE DELLA DC NUOVA" c'erano anche Grassi, Gubert... . Grassi è ben a conoscenza che la DC storicamente e giuridicamente continua con quella del 1994 (Segretario M. Martinazzoli) è quella di cui Luciani è Segretario Nazionale, e lo sa perchè (di seguito a un ricorso di M. Carmagnola al Tribunale Civile di Roma) il ricorso gli è stato respinto.
Dunque ? Chi vuole la DC storica, salga sul suo carro. Non vogliamo gestirlo in monopolio, ma solo secondo lo Statuto. Se ci sbrighiamo potremmo fare in tempo per le elezioni politiche del 2023.
6.- Ultimo, ma non ultimo. Per quanto il simbolo scudo crociato, siamo in attesa di una pronuncia della Cassazione in sede elettorale. Sono comunque cessate le condizioni di legge a favore della UDC (non ha deputati in parlamento, eletti il 4 marzo 2018) ed è cambiata la giurisprudenza sui marchi.
7.- Dimenticavo: nello statuto della DCN sta scritto che essa ha come compito preparare il ritorno della DC, e a quel punto essa su sarebbe sciolta automaticamente. Su questo aspetto, giù le mani del Sen. Cuffaro non solo sulla DC, anche sulla DCN.
 

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Sen. Salvatore Cuffaro, in una foto recente, 2021
(ricomposizione dell' originale)

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ELEZIONI COMUNALI A BOLOGNA

Programma di Giorgio TRENTI
CANDIDATO UNICO della DC:

- COMPLANARE INTASATA. Occorre un nuovo percorso in galleria sotto la collina (dal fiume Reno al torrente Idice, con innesto sulla A14 in territorio di Ozzano dell’Emilia) per assorbire tutto il traffico che proviene dalla Lombardia e dall’Emilia e desidera solo superare agevolmente la città di Bologna ed arrivare nelle regioni della dorsale Adriatica.

- TRAM ANTISTORICO. Le linee tranviarie furono superate tanti anni fa; non si sente alcuna necessità di reintrodurle. Le strade di Bologna sono strette e non sopportano un ulteriore restringimento per ospitare la linea ferrata dei binari. Essa è pericolosa per le biciclette. - STADIO CALCISTICO. Il progetto di ristrutturazione dell’attuale struttura, senza la pista di atletica e la dedica totale allo sport del Calcio e senza un capiente parcheggio per i veicoli è sbagliato. Un nuovo impianto più grande e più attrezzato deve essere costruito in altro comune della cintura bolognese.

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- MULTE INACCETTABILI. Le contravvenzioni rilevate per infrazioni alla circolazione stradale e le multe che colpiscono le attività commerciali hanno raggiunto un livello oppressivo. Occorre rimuovere tutti i provvedimenti inutili e ingiustificati, che causano almeno un 80% di sanzioni. - DEGRADO EDILIZIO. Pochi cittadini maleducati creano un danno enorme, sporcando la pavimentazione dei portici e dipingendo i muri delle case. È opportuno che il servizio pubblico di pulizia dai graffiti sia potenziato per convincere che la città di Bologna deve essere sempre pulita.

- ASSISTENZA AI MALATI MENTALI. Sarebbe utile che il Comune di Bologna e la Provincia metropolitana svolgessero un ruolo attivo di aiuto alle famiglie, in supplenza del SSN, ridotto, in questi casi, a struttura meramente burocratica. Il motivo dell' aiuto viene dal fatti che la legge italiana sui malati mentali prevede che l’interessato dia il suo consenso per un ricovero ospedaliero. In mancanza, il medico non assiste l’ammalato. Un malato di mente quasi mai è consapevole del suo malessere. La conclusione è che la persona, bisognosa di cure, rimane in carico alla famiglia, conservando tutto il dolore suo e dei suoi familiari.

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SEMINARIO SUL DDL ZAN

LA DC VUOLE INSERIRSI NEL DIBATTITO NAZIONALE
PUR NON AVENDO DEPUTATI IN PARLAMENTO
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IL PENSIERO DEI LAICI "CATTOLICI" E "NON CATTOLICI CON UGUALI VALORI"

IL 27 GIUGNO 2021, in collegamento da remoto, via ZOOM, SI E’ SVOLTO UNA discussione di studio sul DDL in Parlamento: “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.
A riguardo della questione sulla rivendicata laicità dello Stato rivendicata dal presidente DRAGHI, il problema è fuori discussione, ma invece che anche uno Stato laico non può violare i diritti costituzionali a difesa di tutte le persone.

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COMUNICATO

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NEL COMPLESSO


1.- Il ddl ZAN afferma la pari dignità di tutte le persone, ma va anche molto oltre. Infatti la generica dicitura “discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”, in mancanza di un criterio oggettivo per stabilire l’identità e le differenze sessuali (che rimangono affidate al sentire di ciascuno, ai suoi desideri soggettivi e mutanti) può essere usata, più che per condannare i singoli reati (per tutelare i quali basterebbero le leggi vigenti) per condannare chiunque abbia un’idea diversa e magari tradizionale sui rapporti tra persone, sulla famiglia, sui sessi e sulle identità, limitando così il pluralismo delle opinioni e la libertà di religione, di insegnamento e di espressione.

 

2.- Poiché però nessuna legge speciale tutela la famiglia, la maternità, la procreazione, il risultato del ddl Zan è che l’anomalia censurata finisce per essere quella delle persone “normali”, in luogo di quelle classificate come virtuose (cioè quelle non nella norma statistica).

Ne consegue che le esperienze LGBT sono favorite dalle leggi e dal sostegno pubblico, anche economico, come dimostra la presenza pervasiva delle lobby gay al potere, al governo, nella Rai, nell’informazione, nel mondo dello spettacolo…


NELLO SPECIFICO

1.- E' notorio che il Creatore ha creato la vita dei vari campi (animale, vegetali e forse altri cui non sappiamo), orientandoli alla riproduzione secondo linee evolutive (Darwin).
  Nel campo umano (e non solo), pure è notorio che non sempre il progetto vada a buon fine, perchè non se ne realizzano i presupposti (ad es., anche solo per una modificazione del rapporto tra diversi ormoni maschili e femminili). Pertanto le origini dell'orientamento sessuale, vanno ricercate nella interazione tra gli ormoni sessuali.
  Queste interazioni tra geni, ormoni sessuali, cellule del corpo e del cervello, che caratterizzano lo sviluppo sessuale, a loro volta entrano in contatto con fattori ambientali, sviluppandosi in maniera diversa nei diversi individui e portando a differenti orientamenti sessuali.
   Proprio come una persona con gli occhi castani è diversa da una con gli occhi azzurri. Infatti una differenza nella struttura dell'ipotalamo che costituisce l'elemento anatomico di connessione tra il sistema nervoso e il sistema endocrino determina la distinzione tra uomini eterosessuali e omosessuali.

2.- Nel caso del ddl ZAN, si parte dalla constatazione di una non sempre corrispondenza tra identità di genere (sentirsi maschio o femmina) e identità di sesso.
  Il ddl ZAN, tuttavia, anzichè limitarsi alla affermazione della pari dignità di tutte le persone e alla censura verbale di tutte le violazioni, va molto oltre, e stabilisce:
   a) tutta una serie di pene , se non fai (a richiesta...), determinati adempimenti, ;
   b) determinati atti amministrativi (ci sarà tutta una serie di rilevazioni statistiche per sapere quanti sono i casi anomali, dei diversi tipi);
   c) ci sarà una festa nazionale delle diverse identità personali, rispetto alla "norma statistica";
   d) anche in caso di rifiuto di determinate prestazioni religiose, ci saranno censure e pene. d) Sono stabilite misure di prevenzione delle discriminazioni, come quel contadino che zappava l'erba prima che nascesse (comportamento zelante, secondo alcuni).

3. Alla fine il risultato è che l'anomalia censurata finisca essere quella delle persone secondo la norma statistica, in luogo di quelle finite classificate come virtuose nel ddl ZAN (non nella norma statistica).

4.- C'è, poi, la questione dei "minori" che non hanno il problema del dualismo delle due identità, e che entrano in contatto con chi vive quel dualismo. Vanno preservati da qualsiasi incentivo fuorviante dalla norma.

5.- Si conclude che, una cosa è affermare la pari dignità di tutte le persone, a prescindere dalla detta difformità di genere e di sesso, una cosa è che ti trovi l'affermazione opposta, e che chi non ha quel problema corra il rischio di figurare come l'anomalo, quando non c'era alcun bisogno di fare quella classificazione, e perfino una statistica differenziata artificiosa, peggio se rimandata a un giudice ai fini della classificazione dei casi.
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POSCRITTO. Vedi anche il cap. V di: https://www.democraziacristianastorica.it/CODICE%20ETICO,%20parte%20I.pdf

. DISEGNO DI LEGGE : Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità .

ART. 1. (DEFINIZIONI)

1. Ai fini della presente legge: a) per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; b) per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; c) per orientamento sessuale si intende l'attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; d) per identità di genere si intende l'identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione.

ART. 2. (MODIFICHE ALL'ARTICOLO 604-BISDEL CODICE PENALE)

1. All'articolo 604-bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, lettera a), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: " oppure fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità "; b) al primo comma, lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: " oppure fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità "; c) al secondo comma, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: " oppure fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità "; d) la rubrica è sostituita dalla seguente: " Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità ".

ART. 3. (MODIFICA ALL'ARTICOLO 604-TER DEL CODICE PENALE) 1. All'articolo 604-ter, primo comma, del codice penale, dopo le parole: " o religioso, " sono inserite le seguenti: " oppure per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità, ".

ART. 4. (PLURALISMO DELLE IDEE E LIBERTÀ DELLE SCELTE) 1. Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.

ART. 5. (MODIFICHE AL DECRETO-LEGGE 26 APRILE 1993, N. 122) 1. Al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1: 1) al comma 1-bis, alinea, le parole: " reati previsti dall'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 " sono sostituite dalle seguenti: " delitti di cui all'articolo 604-bis del codice penale ovvero per un delitto aggravato dalla circostanza di cui all'articolo 604-ter del medesimo codice "; 2) il comma 1-ter è sostituito dal seguente: " 1-ter. Nel caso di condanna per uno dei delitti indicati al comma 1-bis, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata, se il condannato non si oppone, alla prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività secondo quanto previsto dai commi 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies. Per i medesimi delitti, nei casi di richiesta dell'imputato di sospensione del procedimento con messa alla prova, per lavoro di pubblica utilità si intende quanto previsto dai commi 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies "; 3) al comma 1-quater: 3.1) le parole: " , da svolgersi al termine dell'espiazione della pena detentiva per un periodo massimo di dodici settimane, deve essere " sono sostituite dalla seguente: " è "; 3.2) dopo la parola: " giudice " sono inserite le seguenti: " , tenuto conto delle ragioni che hanno determinato la condotta, "; 4) al comma 1-quinquies, le parole: " o degli extracomunitari " sono sostituite dalle seguenti: " , degli stranieri o a favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati di cui all'articolo 604-bis del codice penale "; 5) alla rubrica, dopo la parola: " religiosi " sono inserite le seguenti: " o fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità "; b) al titolo, le parole: " e religiosa " sono sostituite dalle seguenti: " , religiosa o fondata sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità ". 2. Dall'attuazione del comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato con decreto del Ministro della giustizia, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono determinate, nel rispetto di quanto previsto dal comma 2, le modalità di svolgimento dell'attività non retribuita a favore della collettività, di cui all'articolo 1 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, come modificato dal comma 1 del presente articolo.

ART. 6. (MODIFICA ALL'ARTICOLO 90-QUATER DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE) 1. All'articolo 90-quater, comma 1, secondo periodo, del codice di procedura penale, dopo le parole: " odio razziale " sono inserite le seguenti: " o fondato sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere ".

ART. 7. (ISTITUZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE CONTRO L'OMOFOBIA, LA LESBOFOBIA, LA BIFOBIA E LA TRANSFOBIA) 1. La Repubblica riconosce il giorno 17 maggio quale Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione. 2. La Giornata di cui al comma 1 non determina riduzioni dell'orario di lavoro degli uffici pubblici né, qualora cada in un giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta la riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado, ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54. 3. In occasione della Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia sono organizzate cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1. Le scuole, nel rispetto del piano triennale dell'offerta formativa di cui al comma 16 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, e del patto educativo di corresponsabilità, nonché le altre amministrazioni pubbliche provvedono alle attività di cui al precedente periodo compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 8. (MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO 9 LUGLIO 2003, N. 215, IN MATERIA DI PREVENZIONE E CONTRASTO DELLE DISCRIMINAZIONI PER MOTIVI LEGATI ALL'ORIENTAMENTO SESSUALE E ALL'IDENTITÀ DI GENERE)

1. All'articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: " 2-bis. Nell'ambito delle competenze di cui al comma 2, l'ufficio elabora con cadenza triennale una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere. La strategia reca la definizione degli obiettivi e l'individuazione di misure relative all'educazione e all'istruzione, al lavoro, alla sicurezza, anche con riferimento alla situazione carceraria, alla comunicazione e ai media. La strategia è elaborata nel quadro di una consultazione permanente delle amministrazioni locali, delle organizzazioni di categoria e delle associazioni impegnate nel contrasto delle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere e individua specifici interventi volti a prevenire e contrastare l'insorgere di fenomeni di violenza e discriminazione fondati sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. 2-ter. All'attuazione delle misure e degli specifici interventi di cui, rispettivamente, al secondo e al terzo periodo del comma 2-bis, le amministrazioni pubbliche competenti provvedono compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ".

ART. 9. (MODIFICA ALL'ARTICOLO 105-QUATER DEL DECRETO-LEGGE 19 MAGGIO 2020, N. 34, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 17 LUGLIO 2020, N. 77, IN MATERIA DI CENTRI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI MOTIVATE DALL'ORIENTAMENTO SESSUALE O DALL'IDENTITÀ DI GENERE)

1. All'articolo 105-quater, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, le parole: " di discriminazione o violenza fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere " sono sostituite dalle seguenti: " dei reati previsti dall'articolo 604-bis del codice penale, commessi per motivi fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere della vittima, ovvero di un reato aggravato, per le medesime ragioni, dalla circostanza di cui all'articolo 604-ter del codice penale ".

ART. 10. (STATISTICHE SULLE DISCRIMINAZIONI E SULLA VIOLENZA)

1. Ai fini della verifica dell'applicazione della presente legge e della progettazione e della realizzazione di politiche per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, oppure fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere e del monitoraggio delle politiche di prevenzione, l'Istituto nazionale di statistica, nell'ambito delle proprie risorse e competenze istituzionali, sentito l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD), assicura lo svolgimento di una rilevazione statistica con cadenza almeno triennale. La rilevazione deve misurare anche le opinioni, le discriminazioni e la violenza subite e le caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio, secondo i quesiti contenuti nell'Indagine sulle discriminazioni condotta dall'Istituto nazionale di statistica a partire dal 2011.

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SEGUITO DEL COMUNICATO

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In continuita' con la Democrazia Cristiana del 1994

Per la memoria di tutti resta in primo piano, dal 2016:
"TRIBUNALE CIVILE DI ROMA, 2016:
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DEI SOCI DC, 1992/93
".
   PER IL DECRETO, CLICCA SU: Decreto Tribunale

 

APERTO IL TESSERAMENTO DELLA DC
( IL PRIMO DAL 1994, ANNO DEL PRESUNTO SCIOGLIMENTO )
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a) Per aderire al Partito si fa la domanda dal 1 gen. al 31 dic. 2021 (senza versare cifre, per ora:  € 5,00 per i govani di anni 14-16;   € 10,00 per gli anziani).
  La domanda va fatta con apposito modulo all'Ufficio Organizzativo e-mail: DCS@democraziacristianastorica.it .
b) Invece, i vecchi soci (per salvare l'anzianità) dovranno versare € 50,00 entro dic. 2020, al vecchio IBAN su  http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/ .
c) Per i sostenitori, sono ammesse liberalità nel limite di € 500,00.
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POST-SCRIPTUM. Lo storico G. GALLI (Storia della DC, Kaos, MI, 2007, p. 207) narra che la DC fu un partito di èlite fino 1946, finchè fu scoperta dalle Parrocchie. Solo allora divenne partito popolare. Il motivo è che le parrocchie, tradizionalmente in Italia, hanno sempre svolto compiti civili per il popolo, passando per la DC.
PER LA DOMANDA DI ISCRIZIONE: SCARICA MODULO DI ISCRIZIONE
PER L'APERTURA DELLE ISCRIZIONI: SCARICA REGOLAMENTO TESSERAMENTO 2021.
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XIX CONGRESSO DELLA DC - RITORNO DAL 1994
Roma, 24 ottobre 2020.

ELETTO SEGRETARIO POLITICO NAZIONALE:
PROF. NINO LUCIANI*

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* Sotto, si può trovare un Curriculum .

MANIFESTO DI INTENTI

PARTITO DEI CATTOLICI E NON CATTOLICI, CON UGUALI VALORI
Linee di politica approvate dal  congresso del 24 ottobre 2020


1.- La DC è un partito di libertà e di giustizia sociale, ispirata ai principii cristiani
(art. 1 dell' atto fondativo del 1943-45).
La "persona" è al centro della azione della DC.
  La DC ha collocazione politica centrista e interclassista, in un sistema di alternanza al governo, tra i grandi partiti, con governi di legislatura;
  Alle elezioni politiche, la DC si presenta da sola col proprio simbolo SCUDO CROCIATO.

2.- Riforma il sistema elettivo della DC.
La rappresentanza dei soci, nel CONSIGLIO NAZIONALE, è ripartita tra le Regioni, per metà in proporzione alla popolazione regionale; per l'altra metà, in proporzione agli iscritti DC nella Regione; e infine dando luogo a due soli "grandi gruppi politici" nel CN:
- il gruppo di maggioranza è costituito dai soci che eleggono il Segretario Politico;
- il gruppo di minoranza è costituito da tutti gli altri.
Questo, allo scopo di favorire la coesione nazionale e impedire che determinate correnti si impossessino del partito con la "cattura delle tessere", o esercitino un potere "deviante", anzichè essere solo portatrici di idee;

3.- Riforma della Governance dello Stato, nell'ambito della attuale Repubblica parlamentare:
a) il Parlamento dovrà essere mono-camerale;
b) la rappresentanza dei partiti dovrà avere luogo con sistema proporzionale puro, ma con il vincolo di opzione degli eletti tra due soli gruppi parlamentari (uno di maggioranza e uno di minoranza).
Il gruppo di maggioranza è costituito dai partiti che eleggono il Presidente del Consiglio; il gruppo di minoranza è costituito da tutti gli altri.
c) Il voto di sfiducia è ammesso solo a partire dal quarto anno dalle elezioni.

4.- La struttura dello Stato è autonomistica,
e tuttavia con un solo Ente Intermedio (Regione) tra lo Stato e i Comuni.

5.- La DC impegna lo Stato:

a) a un ruolo forte per la difesa dei diritti umani e sociali fondamentali, conquistati dal nostro popolo (scuola-universita', sanita', giustizia, pensione sociale, pensione agli invalidi impossibilitati al lavoro, beni primari garantiti a tutti, senza distinzione di razza, religione, genere);
b) nell'ambito degli strumenti di tutela dei diritti di impresa, a mettere un limite alla pressione fiscale che non dovrà superare il 33-36/ del PIL, e sgrava il reddito minimo di sussistenza.
c) a promuovere il lavoro e, al limite, anche affidando allo Stato il ruolo di datore di lavoro di ultima istanza;
d) ad assumere i seguenti criteri direttivi per il sistema economico e sociale:
- la libera iniziativa privata è cuore pulsante dell'economia. Pertanto va invertito il processo di socializzazione del sistema economico, attuato in Italia nel 1970-90, fatta eccezione per il controllo diretta statale di determinati settori (rete dell'acqua, rete dell'energia elettrica, reti ferroviarie nazionali ed europee, altre posizioni altamente strategiche).
e) lo Stato fissa le regole etico-morali del mercato e impone, attraverso la sua mediazione, l'armonizzazione tra gli interessi economici e sociali di parte;
f) il sistema bancario tutela il risparmio delle famiglie e favorisce gli investimenti produttivi, applicando la distinzione tra banche commerciali e istituti finanziari, e rispettando determinati vincoli di utilità pubblica.
g) in ambito internazionale, la DC è impegnata:
- alla ulteriore realizzazione della Unione Europea;
- al sistema di difesa in ambito atlantico;
- al consolidamento dei principii di pace nel mondo nell'ambito della Organizzazione delle Nazioni Unite.
e) Gli iscritti si impegnano al rispetto del codice etico*.

NUOVA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

CONSIGLIO NAZIONALE
- Presidente:
FRANCO ROSINI

- Membri:

- BEIFIORI VITTORINO
- BENDINELLI FEDERICO
- BERTINI GIULIANO
- BOTTIN ALDO
- CASTORINA CARMELO
- CATARSI MASSIMO
- CECCARELLI STEFANO
- CERAGIOLI LUIGI
- CINNIRELLA CARMELO
- CONCORDIA RODOLFO
- CORTESE GIUSEPPE
- GRIGNOLIO MASSIMO
- LEONETTI CARLO
- LUCCHESE PAOLO
- LUCIANI NINO
- MANIACI MARINO
- MAZZUCCO FRANCESCO
- MORETTI ANTONIO
- MORTELLARO FRANCO
- NAPOLITANO SALVATORE
- PAZIENZA GABRIELE
- ROSINI FRANCO
- SALSANO CARMINE
- STEFANI MARIO
- TRAMONTE COSIMO
- VALENTI VALENTINA
- ZOLLA MICHELE


DIREZIONE NAZIONALE
- Gabriele Pazienza: Presidente Assemblea dei Soci
- Cosimo Tramonte: Vice Presidente Assemblea dei Soci

- Vice Segretario Politico Nazionale: VALENTINA VALENTI
- Segretario Organizzativo: GIUSEPPE CORTESE ;
- Segretario Amministrativo: CARLO LEONETTI;
- Dipartimento GIUSTIZIA: CARMELO CINNIRELLA;
- Ufficio Stampa e comunicazione, NINO LUCIANI;
- Ufficio per l'identità politica del partito: ANTONIO MORETTI;
- Ufficio Trasporti: VITTORINO BEIFIORI;
- Ufficio Esteri e Politica Comunitaria: COSIMO TRAMONTE;
- Terzo Settore - Diritti Umani: GIAN MARIA CAPPI.

COLLEGIO DEI PROBI VIRI :
- ALDO BOTTIN (Presidente),
- PAOLO LUCCHESE ,
- MASSIMO GRIGNOLIO
- FRANCESCO MAZZUCCO,
- CAMINE SALSANO

COORDINATORI REGIONALI eletti dal Congresso
- PAZIENZA GABRIELE : Abruzzo - Molise
- CORTESE GIUSEPPE : Puglia e Calabria
- SALSANO CARMINE : Campania e Basilicata
- CINNIRELLA CARMELO : Sicilia
- ROSINI FRANCO : Marche
- MORETTI ANTONIO : Emilia Romagna
- LEONETTI CARLO : Toscana
- VALENTI VALENTINA : Lazio, Sardegna ed Umbria
- MAZZUCCO FRANCESCO : Lombardia, Piemonte,
   Val D'aosta
- BEIFIORI VITTORINO: Trentino e Veneto

.* CODICE ETICO DEL CRISTIANO IMPEGNATO IN POLITICA: CODICE ETICO, Parte I ; CODICE ETICO, Appendice
.   NOTA: Il testo originario è di Guido Gonella, 1982, aggiornato da un gruppo di 12 docenti universitari nel 2016, ospeti dell'Aula Absidale della cattedrale di S. Petronio, Bologn

****

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MODULO DI ISCRIZIONE

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.
1.- Unificazione della DC o dissoluzione permanente ?
2.- Riapertura del tesseramento il 1 gennaio, dopo aver chiuso (il 31 dic. 2020)
     quello per i vecchi, riconosciuti dal tribunale di Roma.

.                                          LETTERA APERTA, luglio 2020

1.- I passaggi giuridici per il ritorno della DC in Italia parrebbero completati al 99% (salvo imprevisti sempre possibili, come si dimostra dal 2010), e l'unico modo di metterci sopra il cappello politico parrebbe la riunificazione delle sue varie anime sotto l' unica bandiera (lo scudo crociato).
   "Varie anime" vuole dire i partiti già esistenti, di derivazione DC, oppure i DC come persone ? Se si ricorda come è avvenuta la dissoluzione della DC, parrebbe essere stato il fatto che delle "correnti" se ne erano appropriate quasi una "proprietà personale". Dunque si direbbe doversi rifare tutto da capo, attingendo direttamente alla base del mondo "cattolico" e "non cattolico" con uguali valori .
  Del resto nel congresso 2012 (il primo dal 1994), all' Auditorium di Confindustria all' EUR (annullato dalla Magistratura nel 2016), "la vecchia DC era tornata nel bene e nel male" (parole non mie), e il ricorso fu diretto ad impedirlo.
   Per una occhiata, cliccare su: https://www.democraziacristianastorica.it/congresso%202012.htm
  Dunque, per avere diritto a tornare, la DC doveva tornare solo nel bene !

2.- Per una risposta adeguata alla domanda di unificazione dei cattolici in Italia, da cercare con metodo corretto, conviene riandare ad alcune fonti storiche :
    a) alla delibera del Consiglio Nazionale del 18 gennaio 1994 (di questa non ho trovato un testo scritto, ma la registrazione autentica di Radio Radicale);
    b) al verbale della direzione nazionale della DC del 21 gennaio 1994 (di questa ho un testo scritto) autentico);
    c) alla situazione del bilancio finanziario, depositato alla Camera dei Deputati (di questo ho un testo originale;
    d) ad una nota di PierLuigi Castagnetti del 2014 (di questa ho un testo autentico).

a) CONSIGLIO NAZIONALE. Introduce Mino Martinazzoli e le parole che rimarca ripetutamente sono: “Serve tornare alle nostre radici”; “Serve ritrovare le nostre ragioni, costi quello che costi”; “Siamo un partito di centro”, “Basta, con il bruciare le possibilità del nostro esistere”, “Serve una regola”.
   A sua volta Gerardo Bianco : “Basta divisioni”; “No settarismo”.
  Fonte: Radio Radicale su:  http://www.radioradicale.it/scheda/59822/i-principi-ispiratori-del-nuovo-partito-popolare ).

b) DIREZIONE NAZIONALE. Dal verbale, si attinge l’odg della Direzione, tre giorni dopo:
   1) Relazione informativa del Segretario Politico;
   2) Approvazione nuova denominazione del partito;
   3) Elezione del Segretario Amministrativo;
   5) Presa d’atto della costituzione  del Partito Centro Cristiano Democratico (di Casini e Mastella. NdR) e conseguenti provvedimenti (di espulsione . NdR).
Le voci si commentano da se. Aggiungo che in quella sede, fu eletto Segretario Amministrativo A. Duce.
Per trovare il verbale, clicca su:
https://www.democraziacristianastorica.it/Direzione%20DC%2021%20gen%201994-tre%20pagine.pdf  

c) BILANCIO FINANZIARIO. Dagli atti depositati alla Camera, risultano debiti di £ 12,4 miliardi.

Clicca: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1994-06-30&atto.codiceRedazionale=094A3845&elenco30giorni=false

OSSERVAZIONI. Lo “scioglimento della DC”, di cui discorrono le note sentenze della Corte di Appello (2009) e Corte di Cassazione (2010) fu tale solo in senso sostanziale. Invece, in senso formale, esso fu “ridenominazione”.
  Gli aspetti più brucianti (oltre la invivibilità tra le “correnti”), non evocati, erano le pressioni giudiziarie del processo di Mani Pulite (a Milano e a Verona)  e i reclami dei creditori, per cui il cambiamento della denominazione prometteva almeno di proseguire l’attività politica, come fanno le imprese a scansare la perdita del patrimonio. Fu vera gloria ?
Soprattutto il crac politico, giudiziario e finanziario veniva da una situazione politica creatasi nei non lontani anni ’70.
Con il senno di poi, la DC avrebbe dovuto mettersi alla opposizione, in luogo di resistere con accordi innaturali, come quello con il PCI, pur di stare al governo ... Anche il popolo italiano va chiamato ad assumersi le sue responsabilità.
Nei primi anni ’90, tra i motivi politici, non c’erano solo le spine del trovarsi succube del PCI e del PSI, ma anche quelle connesse con la scissione del CCD (dalla DC), passato ad intese con FI – Forza Italia (e dunque non era una scelta centrista, come invece era quella di Martinazzoli. Infatti, in  quello stesso giorno del 21 gennaio fu fondata FI- Forza Italia e il CCD andò ad un accordo con FI .
E', poi, notorio come, tra le sue correnti, quella più aggressiva era quella che voleva (ma già dagli anni ’70), il cosiddetto “confronto con il PCI”.

b) Sul compromesso storico. Con riserva di accedere, più sotto, alla nota di P.L. Castagnetti del 2014, per capire qualcosa della situazione del 1994, può essere utile puntualizzare il panorama elettorale degli anni ’70, quando E. Berlinguer offre alla DC il suo “compromesso storico”.

  1972 1976 1979
Voti alla DC 38,66% 38,71% 38,30%
Voti al PCI 27,00% 34,00% 30,38
Voti al PSI 9,61% 9,64% 9,81%
  Si trova che la stabilità politica in Italia, basata sulla DC, dà segni di cedimento nel 1972, quando la somma dei due partiti di sinistra è pari alla DC; poi, nel 1976 (votando con un anno di anticipo) la somma di dei due partiti di sinistra è al 44% (la DC 39%), e il PCI appare vicino alla spallata alla DC.
  Si vota nel 1979 con due anni di anticipo, ma il PCI arretra. A quel punto l’idea del compromesso storico DC-PCI diviene per il PCI l’unico modo di accedere al potere e per la DC è un modo di salvarsi a Roma, contenendo il PSI mediante l’uso strumentale del PCI in Parlamento e dando il via libera al PCI nelle Regioni.
  Nel 1979, Moro non c’è più e subentra Andreotti per il via alle Regioni ed agli enti intermedi locali (1977).
  Ma è anche un fatto che, da quel momento, tutta la politica e l’economia italiana subisce un grave deterioramento. Il grande debito pubblico dell’Italia compare in questa fase storica, in coincidenza con l’avvio dell’ordinamento regionale (1977).

CONCLUSIONE. Con il senno di poi si trarrebbe che la DC, non avendo più i voti sufficienti per un governo sul centro, doveva andare alla opposizione; non condividere con la sinistra delle scelte dannose per il Paese e il riassunto della situazione lo troviamo nelle parole di Martinazzoli, sia pure focalizzate sugli effetti al proprio interno. Ripeto, anche il popolo italiano doveva essere chiamato ad assumersi le sue responsabilità, una volta tanto .

4.- Come la riunificazione ? Tornando al tema principale, è possibile riproporre oggi la riunificazione ? Non sarà la ricomposizione dei piccoli partiti, nati dalla frantumazione della DC, che il problema può essere risolto correttamente.
  Oggi la riunificazione proponibile deve partire, in primo luogo, restituendo al popolo la sua DC, di cui le correnti di destra e di sinistra, si erano appropriate, quasi una proprietà personale.
  E la via è quella della riapertura delle iscrizioni (per tutti, compresi i notabili).
  Il Congresso del 24 ottobre 2020 ha riaperto le iscrizioni, a partire dal 1 gennaio 2020. I vecchi iscritti devono dare l'esempio e, per salvare l’anzianità, devono rinnovare la tessera 2020 entro dicembre 2020.
  a) Su questo punto, le più recenti sentenze della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, su appuntano sulla necessaria dimostrazione della continuità di questa DC con la vecchia DC.
   Circa questo aspetto, ritengo di avere accumulato elementi inoppugnabili;
  b) Sul simbolo, viene ribadito, che esso non deve essere confondibile con quello di altri partiti. Ma questo rilievo non vale solo per la DC, ma anche per gli altri partiti che presentino quel simbolo, e la questione della continuità potrebbe essere accettato come dirimente. Su questo ho idee nuove che, per ora, mi tengo per me.
  c) C’è, poi, un altro argomento: la speranza che l’UDC converga spontaneamente a sostenere il ritorno della DC in Italia, senza nulla chiedere, facendosi una ragione di aver concluso la propria parabola politica, legata ai destini di FI – Forza Italia .

5.- La Nota di Castagnetti . Quale strumento di apprezzamento, o meno, del testo da me sottoposto, riterrei di grande interesse il racconto, nel 2014, di Castagnetti, persona informata (della DC e del PPI – GONFALONE).
   Clicca su:
https://www.democraziacristianastorica.it/PATRIMONIO%20DELLA%20DC%20CASTAGNETTI.pdf

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In vista del REFERENDUM dopo la avvenuta raccolta delle firme

Antonio SABELLA, RIFORME : TAGLIO PARLAMENTARI. ILLUSIONE ?

sabella antonio.jpg (3129 byte)
Dott. Antonio Sabella

I 5stelle, nel non sgrovigliare i problemi in atto, che assillano il nostro Paese si inventano ogni giorno da bravi prestigiatori qualsiasi illusione. Far votare i sedicenni alla Camera dei Deputati e i diciottenni al Senato della Repubblica, giovani non temprati, facile secondo loro da manovrare con false aspettative per avere consenso".
 
E' sotto gli occhi di tutti : i problemi non risolti che Di Maio ha lasciato al Mise e al ministero del lavoro.
Al ministero degli esteri la situazione è molto più delicata, a parte i congiuntivi.

Speriamo bene, che non ci faccia litigare anche con la luna. Nel frattempo si è inventato per rimanere nell'incarico il più possibile "a spese dei contribuenti" la riduzione dei parlamentari come un grande traguardo, e sa benissimo che per fare la riforma ci vuole molto tempo per non dirimere nulla.

Ridurre il numero dei parlamentari è "un falso problema luciferino': si inganna e si abbaglia il popolo senza poi risolvere nulla.

I Padri fondatori della Repubblica avevano previsto che i parlamentari fossero in numero adeguato in rapporto alla popolazione, per evitare che una minore rappresentanza di deputati e senatori fosse controllato dai poteri economicamente forti", conclude.

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EDIZIONI PRECEDENTI

CONSIGLIO NAZIONALE DELLA DC storica
Roma, 27 ottobre 2018
r

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Renato Grassi
Segretario Nazionale

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DELIBERE PRINCIPALI: COMPLETAMENTO NOMINA DEGLI ORGANI
E PRIMA RIAPERTURA DEL TESSERAMENTO DAL 1994

1.- Nomina della Direzione Nazionale, del Presidente del CN, del Segretario Amministrativo
2.- Riapertura del tesseramento (dal 1992)
3.- Relazione del Segretario Nazionale
4.- Mozioni varie approvate: a) di E. Bonalberti, b) di Luciani con altri
5.- - Intervento di A. Giannone (codice etico)
- Intervento di F. Desideri (vade mecum per la DC)

CONSIGLIO NAZIONALE
Delibere, Roma, 27 ott. 2018

Riassunto delle attività del Consiglio Nazionale (CN) , svolte nella riunione:
1.- Relazione del Segretario Politico Nazionale. Ascoltato e approvato la relazione del Dott. Renato Grassi Segretario Nazionale.Per il testo, clicca

      su: http://www.democraziacristiana.cloud/431-relazione-del-segretario-politico-al-congresso-nazionale-dc.html
2.- Organi. Completata la ricostituzione degli organi, mancanti dal 1994. Si vegga , sotto, l’elenco dei componenti.
3.- Tesseramento. Deliberata la riapertura del tesseramento. L’ultima risaliva al 1992-93. Le modalità di attuazione saranno decise dalla Direzione Nazionale il 10 nov. 2018.
4.- Modifiche di Statuto. Approvato che le convocazioni avvengano per posta elettronica, e questo eviterà spese postali.
     E’ stato dato incarico alla Direzione Nazionale di approntare le modalità per le ulteriori modifiche, anche in relazione alla agevolazione della chiusura delle varie vertenze in atto.

5.- Mozioni di indirizzo politico. Ha approvato alcune mozioni sulla linea politica: una, (del Dott. Ettore Bonalberti), ieri inviata a tutti da lui personalmente; una seconda (di Nino Luciani, Renzo Gubert, Paolo Lucchese, Enrico Lo Curzio, Antonino Giannone), sotto riportata.
6.- Interventi. Sono stati svolti numerosi interventi, grosso modo rientranti nel comune pensiero DC (tra cui di Raffaele Lisi, a proposito del simbolo SCUDO CROCIATO); e taluno (di Leo Pellegrino) di motivato contenuto critico sul carattere poco democratico e poco trasparente dei procedimenti decisionali (tutti votati per alzata di mano, in luogo dello scrutinio segreto). Ma il fatto è stato dovuto in parte alla urgenza-necessità di procedere, in parte alla vetustà dello Statuto. Tra gli interventi, ne estraggo due:
  a) Intervento del prof. Antonino Giannone di introduzione al codice etico, già depositato presso il Congresso. Per ottenere il codice, cliccare su: http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/codice%20etico%20-%20seconda%20edizione%202018-1ott.pdf .
b) Intervento del Dott. Fausto Desideri, Vademecum per la DC, riportato sotto.
.
POSCRITTO1. Non è stato depositato né letto dal Dott. R. Lisi e dal Dott. Emilio Cugliari ( presidente e segretario del congresso, il 14 ott. 2018)   il relativo verbale, determinando una lesione sulla trasparenza della validità delle delibere del CN .

POSCRITTO 2
. Su Facebook  (https://www.facebook.com/groups/190708735024320/permalink/340037486758110/) è data pubblicità a un incontro svolto a Roma il 24 ottobre (ma pubblicato solo il 28 ott ). All'incontro, hanno partecipato Gianfranco Rotondi, Angelo Sandri, Franco De Simoni, Giampiero Catone, Pasquale Montalto, Sabri Pinton, Gianni Fontana, avente la sola finalità “intelligente” di creare confusione nella DC storica, il cui CN era convocato il CN per il 27. La partecipazione di Gianni Fontana ci ha fatto ricordare le sue giravolte contro la DC, mentre era presidente in base al codice civile (tra cui l’avere ritirato la procura DC all’avv. Chiaramonte e aggiunto un secondo avvocato, ai fini della causa di Cerenza contro Luciani e altri, per annullare l’assemblea del 26 feb. disposta dal tribunale per ricostituire la DC.
E siccome 1+1 fa 2, questo ci fa fatto ricordare Cicerone: “Usque tandem, Catilina, abuteris patientia nostra ? “
.
I NUOVI ORGANI della DC Fausto DESIDERI, PROGRAMMA - VADE MECUM PER LA DC DOCUMENTO DI INDIRIZZO POLITICO Mozione approvata, su proposta di
Nino LUCIANI, Renzo GUBERT,
Paolo LUCCHESE, Enrico LO CURZIO, Antonino GIANNONE .
1. - Segretario Politico Nazionale:
      Dott. Renato Grassi ;
   - Capo Segreteria: Salvatore Pagano

2. - Presidente del Consiglio Nazionale:
      On. Avv. Giovanni Angelo Fontana;

3. - Segretario Amministrativo:
      - Dott. Nicola Troisi ;

4.- Membri della Direzione Nazionale :

Alessi Alberto
Armato Antonello
Barbuto Nicola
Baruffi Luigi
Bertoli Danilo
Bonalberti Ettore
Caponetto Francesco
Carmagnola Mauro
Ciampi Patrizia
Cugliari Emilio
Cuofano Pasquale
D'Agrò Luigi
Fago Antonio
Ferraiuolo Luigi
Finesso Luciano
Giannone Antonino
Gubert Renzo
La Peruta Antonio
Lisi Raffaele
Lo Curzio Enrico
Loperfido Domenico
Luciani Nino
Marino Antonio
Musco Angelo
Napolitano Salvatore
Pedrana Paolo
Portacci Amedeo
Rosciano Giuseppe
Stella Luciano
Torre Carmelo
de gasperi.jpg (9285 byte)

 

a) La politica. I partiti debbono avere personalità giuridica.
Gli eletti:
- non possono svolgere nessuna attività lavorativa durante il mandato.
- Non possono sommare cariche elettive né incarichi governativi .
- Non possono avere incarichi pubblici Il loro sistema pensionistico deve essere uguale a quello di tutti i cittadini. - Il loro stipendio non può superare il 50% in più della loro ultima dichiarazione dei redditi né superare i 200 mila euro
- Le spese sono rimborsabili a pié di lista max 15.000 euro annui
- Le camere debbono essere una elettiva col metodo proporzionale e le preferenze, l'altra sorteggiata tra tutti i cittadini che hanno diritto al voto e che danno la propria disponibilità;
- il metodo di scelta sarà proporzionale a sesso ,età, attività, regione (O ALTRO);
- I CITTADINI possono presentare la propria candidatura in un solo collegio
- Per presentare la propria candidatura bisogna essere residente da almeno 6 mesi nel collegio di presentazione
- Nessuno può essere eletto per più di due mandati

b) Riforma fiscale/economica.
- Vendita di tutto il patrimonio non finalizzato dello Stato;
- Lotta alla speculazione finanziaria (proibizione vendita titoli non posseduti) ;
- Creazione di una società di rating europea italiana;
- Decurtazione di tutte le spese sostenute da ogni cittadino dallimponibile (il cittadino controllore del fisco);
- Abolizione di tutti i privilegi della casta attraverso le liberalizzazioni degli ordini - Razionalizzazione sistema impositivo (- tasse = - evasori)

c) La giustizia
- Snellimento del sistema legislativo (+ leggi = + delinquenti) ;
- Far lavorare i carcerati con ricavato allo Stato per abbattere i loro costi e accelerare il loro reinserimento
- Referendum propositivo per le leggi ;
- I magistrati debbono rispondere delle loro azioni e non possono svolgere altre attività al di fuori del loro incarico

d) La Pubblica Amministrazione.
- Lo Stato deve agire in prima persona senza deleghe ai privati in tutto ciò che è sicurezza (territorio, energia, salute, educazione) e sviluppo (marketing territoriale) privatizzando tutto il resto.
- I dirigenti apicali e i Consigli di amministrazione degli enti pubblici debbono avere retribuzioni rapportate alle linee di riporto organizzative delle loro strutture sommando per il loro emolumento il il 50/per cento dello stipendio base moltiplicato per i livelli organizzativi.
- I ministri ed i sottosegretari devono essere scelti solo tra chi ha certificata da ente terzo, la competenza che gli verrà assegnata

e) Lotta alla corruzione.
- Attivare la job rotation in tutti gli incarichi ispettivi e di concessione con max 3 anni di permanenza in un 'area/posizione

f) Gestione del capitale intellettuale. - Creazione di un albo/ente di certificazione delle competenze manageriali (chiunque può esservi iscritto con obbligo di aggiornamento biennale); da questalbo soltanto, si può attingere in caso di spool system (ciò garantirebbe la professionalità delle candidature e non laffidabilità solo politica);
- Rimodellare il sistema secondo il concetto che tutti devono avere le stesse possibilità e gli sessi doveri;
- Creazione di una banca delle risorse intellettuali dalla quale attingere per le necessità di ogni amministrazione, sul tipo della Centrale acquisti (evitare centinaia i concorsi incontrollati e non omogenei nella selezione)

g) I doveri
- Tutti debbono dare allo Stato del tempo della loro vita per la difesa dello stesso (servizio civile);
-  Impostazione di un servizio civile che formi i cittadini ad ogni tipo di difesa (territorio, salute, ecc.)

h) La scuola
- La scuola dell' obbligo e quella superiore devono essere statali per evitare la creazione di caste economiche
- (Tutti devono vivere con tutti (educare all'uguaglianza)) .
- Reinserire educazione civica

i) EUROPA (se la vogliamo)
- Creazione di una banca centrale europea che stampi moneta (purché questa sia coperta da patrimonio es. oro) ;
- Governo ,fisco, sanità, difesa, centralizzati.
- Leggi uguali da per tutto

l) SANITA'
- Abolizione dell' Intramoenia, causa principale del cattivo funzionamento della sanità pubblica in quanto utilizzata solo per la ricerca di clienti per i medici.
- Costruire una azienda pubblica di produzione farmaceutica.

Nota. Altra mozione approvata, su proposta di E. Bonalberti, è stata già inviata da lui personalmente. 

  a) La DC si conferma un partito con un programma di libertà e di giustizia sociale
, ispirato ai principii cristiani (art. 1 dell’ atto costitutivo della DC, 1943), non escluse altre culture con gli stessi principii, come la convergenza sui valori di tutela della vita umana, della famiglia fondata sul matrimonio di uomo e donna, sulla libertà di educazione.
Come metodo la DC si colloca al centro dello schieramento politico e si conferma un partito interclassista e di mediazione sociale, con il concorso solidale del capitale e del lavoro, per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia..
   Il sistema economico è misto, di Stato e Mercato, e gli obiettivi sociali hanno la loro garanzia nella preventiva realizzazione degli obiettivi di produzione. L’iniziativa privata è libera, e la pressione fiscale non potrà superare limiti, che prescindono dalla produttività dello Stato.

b. Elezioni politiche.
La DC si presenterà alle elezioni politiche con il proprio nome Democrazia Cristiana e con il proprio simbolo storico Scudo Crociato
, e con piena disponibilità a collaborazioni ed eventuali coalizioni dei partiti con la stessa origine, sotto l’unico simbolo.
In questo quadro, il popolo DC ripensa ai suoi grandi uomini di Stato, costruttori della Europa: De Gasperi, Pella, Fanfani, Scelba, Segni, Zoli, Leone, Moro, Rumor, Colombo, Andreotti, Cossiga; e vede nel mondo cattolico (sia pure in modo non esclusivo), il bacino al quale attingere per il ritorno di una alta classe dirigente.

c) La DC opera perché il sistema politico democratico
sia costantemente monitorato per la moralità politica in generale e l’osservanza dei programmi elettorali .

A tal fine il sistema elettorale dovrà produrre maggioranze stabili per l’intera legislatura, compatibilmente con il sistema proporzionale; ed il sistema costituzionale dovrà favorire l’alternanza al governo tra i grandi partiti.
La DC - partito di governo dovra' essere orientata solo alla utilita' pubblica, in netta controtendenza a pratiche partitiche in cui la dominanza dell’interesse personale è stata pratica diffusa dalla fine degli anni ’80.

d) La DC opera per ricomporre la diaspora
di tutti i partiti e associazioni di provenienza dalla DC e riapre, prima possibile, il tesseramento al Partito, aperto:
- a tutti coloro che sentono di essere Democristiani e si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa;
- ai membri di Movimenti e Associazioni di non Cattolici, ma con uguali valori dei cattolici;
- ai laici popolari che si ispirano all’umanesimo cristiano”.
  La DC non vuole essere un partito che si aggiunge; nè rivendica monopolio politico per la DC storica, ma anche ricorda che fu gia' la Cassazione a dire ai partiti di derivazione DC, che non avevano titolo giuridico di essere eredi della DC.
  La DC è consapevole che la ricostruzione giuridica della DC storica e' stata solo condizione giuridicamente necessaria per la ricostituzione della DC, ma non sufficiente politicamente. Per questo apprezza le eventuali proposte dei leaders storici delle espressioni di derivazione DC per ricostruire una DC migliore, partendo dalla ricomposizione della grande diaspora.


e) La DC aggiornerà lo statuto, preso atto della nuova situazione culturale e ambientale dell’Italia.
 In ogni caso, le modifiche dovranno:
- legittimare la posta elettronica per le convocazioni;
- superare vecchie abitudini antidemocratiche (tipo la cooptazione da parte dei capi corrente), ammodernare gli aspetti organizzativi, le modalità elettive.
 Dovrà essere superato il sistema delle correnti, in modo da dar luogo semplicemente ad una maggioranza e ad una minoranza in CN, pur nella tradizione del sistema proporzionale.
 Va approfondito se fondare la struttura della DC su base regionale.
- Per quanto riguarda la consociazione iniziale tra i partiti di derivazione DC, la forma iniziale potrà essere federativa, ferma la necessità di garantire un potere decisionale.


f) Sul piano internazionale
:
- Si conferma la vocazione europea dell’Italia e in particolare la libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali.

- Si ritiene necessaria la riforma della UE , così da armonizzare il potere monetario con il potere fiscale e applicare elementi di solidarietà sociale tra le popolazioni degli Stati.
La via è portare al bilancio centrale europeo alcuni compiti di interesse generale europeo e portare a compimento la struttura della BCE, in particolare quella di banchiere di ultima istanza.
Conferma la vocazione atlantica dell’Italia per la propria sicurezza e per la pace nel mondo.

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EDIZIONI PRECEDENTI

ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA6 dicembre 2017 a Roma

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VERSO LA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI.

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E VERSO IL CONGRESSO DEL 18 GENNAIO 2018

RESOCONTO DI RENZO GUBERT

CARO PROF. LUCIANI

dal sito DC e dal tuo resoconto noto che Cugliari (verbalista su incarico del presidente di Assemblea Renato Grassi) accusa di falso quanto da te dichiarato in merito all'accoglimento della proposta di Fontana di nominare Alessi vice-presidente della DC, spiegandolo con la tua assenza dalla sala dell'Assemblea nel momento nel quale Alessi avrebbe cambiato opinione. Devo dire che, pur essendo stato sempre presente, pure io apprendo da Cugliari quanto egli riferisce, come pure delle ragioni che avrebbero, a suo dire, indotto Alessi a non accettare in un primo momento la proposta di Fontana. Ricordo invece che Alessi giustificò la sua non accettazione con ragioni attinenti alla sua sicurezza personale, in relazione a passate misure di tutela a seguito della sua azione antimafia.  Bene comunque che Alessi abbia poi accettato la proposta, poco importa quando e come, anche per il suo profilo e per il ruolo che suo padre ebbe nel fondare la DC.

   Permettimi di dirti che nel  tuo resoconto hai un po' forzato l'interpretazione di quanto chiedeva la mozione Alessi circa il simbolo scudo-crociato; anche la mozione Alessi voleva, come noi, un'unica lista con scudocrociato che raccogliesse coloro che si richiamano alla tradizione della DC, solo che non riteneva utile entrare in conflitto con l'UDC per l'uso del simbolo, dato che l'UDC dovrebbe partecipare dell'unica lista e che in futuro intenderebbe contribuire a ricostruire la DC assieme a noi e ad altri. Fa bene la DC a rivendicare il proprio simbolo storico, usato prima dai CDU e poi dall'UDC, ma la questione diventa assai meno rilevante (per non dire irrilevante) se si profila un progetto comune. Il problema si porrebbe se l'UDC dovesse separare il suo progetto dal nostro.

  Circa le tre mozioni, non poste al voto di comune accordo su proposta di Fontana, più che ritirate, sono state consegnate ai proponenti e a Fontana per trovare un punto di accordo e il lavoro su questo ha avuto luogo a fine Assemblea. Con Fontana, Azzaro-Fabbrini, Alessi, e il sottoscritto che, in tua assenza, ha rappresentato la seconda mozione della quale sei stato il principale artefice, assieme ad altri interessati, si è discusso e, prima di lasciare la riunione da parte mia c'è stato consenso condiviso sulla  parte che invitava la DC a prendere contatti per un accordo con l'UDC, il nCDU e altre formazioni di tradizione democratico-cristiana per un'unica lista scudo-crociata. L'incontro organizzato per domani pomeriggio 20 dicembre da Ettore Bonalberti in casa UDC tra DC (rappresentata su delega di Fontana da Bonalberti) e tali formazioni rappresenta quindi un'iniziativa condivisa da tutti. Semmai il problema del cosa fare si porrà se l'accordo non si trovasse, anche se il fatto che Fontana abbia detto in Assemblea che il punto d'incontro tra le prime due mozioni (Alessi  e Luciani), molto vicine, e la terza (Azzaro) si potesse rinvenire nell'aprire le porte a un coinvolgimento di associazioni e movimenti cattolici, (come chiedeva la terza) fa intravedere come una via d'uscita comune si possa e si voglia trovare.

   Il fatto che i due vicepresidenti, Alessi e Carmagnola concordino sulle prospettive politiche e che Fontana, in viaggio all'estero, si sia fatto rappresentare nell'incontro con le formazioni di tradizione DC da Bonalberti, primo firmatario della nostra mozione, dopo che aveva anche espresso apprezzamento per la nostra mozione fa. a mio avviso, dire che un passo in avanti è stato fatto anche sulla linea politica. Oso quindi sperare che tu possa rivedere la tua posizione di annunciato disimpegno per le elezioni, tenendo anche conto dell'importante ruolo che Fontana ti ha proposto a ricoprire,  approvato dall'Assemblea, di responsabile della Commissione   istruttoria per la revisione dello Statuto e per il regolamento congressuale. Nessuno meglio di te sarà custode della legalità delle norme e delle procedure che ci porteranno a una revisione dello Statuto e al Congresso, onde evitare errori come quelli commessi nel 2012.

     Lieto se vorrai integrare con questa mia nota il tuo resoconto.

     Cordiali saluti e auguri di buon Natale!

                                                                                     Renzo Gubert

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In margine al Convegno di Camaldoli

.
LETTERA di IANNATTONE
AL DOTTOR LUCIANI

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

 

Per fortuna sono riuscito a parlare con lei a Camaldoli per qualche istante, poco prima del pranzo, ho potuto conoscerla da vicino.

La situazione mi pare molto ingarbugliata, purtroppo non mi hanno fatto parlare per motivi legati ai tempi, ma se lo avessi potuto fare questo vi avrei detto.

"La prima parte dell'intervento di Bonalberti sulle analisi delle cause della situazione odierna e di quella relativa all'epilogo della DC erano semplicemente molto ben impostate, la seconda parte invece quella della prassi ed della operatività invece una tragedia, completamente scollegata alla realtà anche solo quella da lui stesso precedentemente descritta."

"La prima cosa che si deve fare è quella di stare lontano i km dalle elezioni politiche prossime, saranno una tragedia per i vincitori, saranno un dramma per gli sconfitti".

"Due posti da deputato sono un insulto alla DC di allora, ma soprattutto a quella di oggi, non certo per il numero, ma perché ciò rappresenterebbe la sua seconda fine, sarebbe il nostro nulla osta ad una repubblica che non è più ne RES ne tantomeno PUBBLICA, non è più niente, e così come è non potrà mai più rispondere alle piene e vere esigenze della dignità dell'uomo".

"Il compito e il ruolo della DC deve essere quello di Padre della Patria vecchia, per costruire la Patria nuova, per fare divenire qualcuno Figlio idoneo alla rivoluzione pacifica per l'avvento del nuovo mondo, quello che al momento intravediamo all'orizzonte" .

"Altrimenti la lezione del Codice di Camaldoli e dei suoi estensori è semplicemente calpestata".

"Quindi, o si trova una mediazione tra ciò che molti hanno detto di buono, o altrimenti questa DC finisce molto prima di quella nostra".

"Fontana può fare molto, solo se non pensa alle elezioni politiche, Bonalberti può fare molto solo se pensa a rovesciare questo stato delle cose e non a sostenerle anche contro il suo volere".

Concludo come ho iniziato, per fortuna che ho parlato qualche istante con lei, perché lei mi è sembrata una persona diversa da costoro, si attivi per non cadere nel trappolone delle seggiole e delle poltroncine, meglio quelle del cinema.

Invece pensiamo a come si può governare processi futuri, perché questa attuale realtà ci insegna che non si ha più bisogno della politica, che le cose importanti si decidono fuori dall'assise democratica. E ciò non fa parte della nostra coscienza.

   Aspetto sue notizie e se vuole posso darle anche una mano.

Carlo Iannattone

Credo che anche il Prof. Fabbrini possa essere di aiuto, ma solo dopo che lei ci rassicura che queste follie si stanno fermando.

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LETTERA dell'Ing. AMMATURO
A GIANNI FONTANA PRESIDENTE DC
( ELETTO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI )

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

In riferimento all’oggetto, e non avendo avuto esito le richieste da me a suo tempo avanzate, personalmente e per e-mail, mi permetto di formulare le seguenti osservazioni:

-         Verificare che esiste chi propone, ancora una volta, ricorso contro la ricostituzione della DC è semplicemente stomachevole per chi, alla base, coltiva in sé il desiderio unito alla convinzione che la DC, con i suoi valori, possa costituire un riferimento per la Politica Italiana.

-         Verificare che vi sono, sparsi per l’Italia, soggetti che si sentono depositari del diritto di parlare in nome e per conto della DC è avvilente!

-         Constatare che l’assemblea, legittimamente convocata, non è servita ad accelerare il processo rifondativo è umiliante per quanti hanno creduto e partecipato;

-         Tanti amici sono stati chiamati a costituire una sorta di direttivo nazionale, non si sa bene con quali compiti, affidati da chi e con quale legittimazione a procedere;

-         Gli amici Grassi e Bonalberti, che ringrazio per la loro personale partecipazione continuano a disquisire e non so con quale autorità o autorevolezza ( l’autorità va conferita da chi ne detiene il potere, cosa non possibile in questa fase ); comunque ben venga qualunque forma di volontariato!

Caro Presidente, credo che il tuo mandato sia preciso, ricostituire la DC e nel più breve tempo possibile.

Il riferimento per fare questo, per evitare ricorsi, più o meno interessati, non può che essere il Codice Civile  che è la norma di riferimento di ogni Statuto, e l’Assemblea dei Soci!

Ogni altra proposta, anche proveniente da parte di autorevoli amici, siano comitati civici, sezioni, movimenti spontanei, o altro, è inutile e dannosa.

Nella Società Civile vi è tanta Gente che aspetta di avere un messaggio chiaro ed una chiamata per la rifondazione della DC ed è pronta ad impegnarsi solo per questo e non per altro!

Il resto serve solo a riciclare vecchi notabili che sono quelli che hanno tradito e distrutto la DC e che oggi possono servire solo a dare una mano, se pentiti, ma non potranno tornare da protagonisti perché la Gente non è stupida e sta seguendo attentamente questo processo.

Caro Presidente, bisogna puntare sulla Società Civile, nelle sue più variegate espressioni, e devi andare avanti velocemente parlando alla Gente e non ai vecchi rottami di una DC dissolta illegittimamente e nel silenzio totale di tanti codardi che fuggirono sotto i colpi della Magistratura; La Gente , questo, lo sa!!!

Non si tratta di creare le condizioni per trovare un collegio utile a qualcuno ma di ricostruire quel grande progetto politico a cui sottendeva l’impegno dei Cattolici Democratici.

Se non si fa questo i mass media ci sbraneranno e, sai, che lo hanno già fatto in occasione dell’Assemblea, sia pur molto blandamente.

Caro Presidente, la fiducia da sempre riposta in Te non può essere mal corrisposta, vai avanti e chiedici qualunque cosa, noi ti seguiremo.

Un abbraccio.

Francavilla Fontana  27/06/2017

                                             Ing. Mimmo Ammaturo

LE DUE LETTERE di Bonalberti e Grassi

LETTERA DI BONALBERTI

Oggetto: Proposta di comitato civico popolare della città metropolitana di Venezia

Cari amici

ho inviato agli amici DC della provincia di Venezia, la allegata mail per avviare il primo comitato civico popolare di cui allo oggetto.

Mi auguro possa costituire un primo esempio di modello organizzativo per la nuova DC che insieme a Gianni Fontana intendiamo sviluppare, partendo dal basso, con la sperimentazione di nuove forma di partecipazione piu' aperte alle attese dei nostri cittadini ed elettori. Il preoccupante astensionismo dal voto registrato da tempo ( ai ballottaggi ha votato meno del 50% della base elettorale) o si supera colmando il deficit di partecipazione politica o la nostra democrazia, gia' ridotta a poca cosa dalla dominanza dei poteri finanziari concentrati a livello mondiale nei gestori proprietari degli edge funds caucasici e USA ( Rothschild, JP Morgan, Morgan Stanley….) finirebbe con il dissolversi tootalmente.

Mi auguro che il tentativo trovi adesione tra i nostri vecchi e nuovi amici DC veneziani e che possiate anche voi tentare modelli sperimentali analoghi nelle vostre realtà  provinciali e regionali.

Un caro saluto

Ettore Bonalberti

LETTERA DI GRASSI

Oggetto: Proposta (di Bonalberti) di comitato civico popolare della citta'  metropolitana di Venezia

Caro Ettore,

mi sembra una buona idea. E' importante creare centri di aggregazione sul territorio, anche variamente  strutturati, che possano promuovere iniziative politiche , creare proselitismo , consenso elettorale e capacita' di interlocuzione con le istituzioni locali.

Diverso e' il problema congressuale DC , che volendo fare riferimento allo statuto    prevede tassativamente le assemblee provinciali e regionali per l'elezione dei delegati al congresso nazionale . Ovviamente questo percorso e' riferito alla volonta'   di ricostituire la D.C. storica e non altre forme associative,  pur ugualmente denominate ,  ritenute magari piu' idonee rispetto allo scenario politico ed elettorale che si va delineando.

Un caro saluto

Renato Grassi

 

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Precedente commento di Luciani

  Oggetto: Due lettere di GRASSI e BONALBERTI, apparentemente conviventi; in realta' nettamente contrapposte

    La lettera di Bonalberti vuole i "comitati civici" per arrivare a ricostruire la DC insieme con Fontana.

    La lettera di Grassi dice : puo' essere "una buona idea". Ma "tu non stai andando verso il congresso della DC" secondo lo statuto.

   Prima conclusione: questa lettera di Bonalberti è la prova del fondamento dell'accusa diretta di Luciani a Fontana: "Tu non stai eseguendo il mandato della assemblea dei soci della DC (del 25-26 feb. 2017) per fare la DC. Stai facendo altro...". E chi appoggia Fontana, ne è complice, e non sta agli accordi di Camaldoli.
 
Tra l'altro, la previsione iniziale era che la carica di Presidente dell'Assocazione dovesse scadere a giugno 2017, termine massimo entro il quale fare il congresso, dopo aver modificato lo Statuto. Invece, facendo slittare il congresso sine die, uno si auto-proroga.

   Seconda conclusione: Di fronte alla prova della deviazione di Fontana, può darsi che l'Assemblea dei soci si autoconvochi per domandare spiegazioni.

   Terza conclusione: Non e' escluso che quelli del ricorso per fare annullare l'assemblea dei soci (del 25-26 feb. 2017) abbiano gia' capito le cose, prima di me: e vogliano anzi salvare la DC ritirando il ricorso, ma dopo essersi assicurati di avere riportato Fontana sulla retta via (fare il congresso con un nuovo statuto, ammodernato tutti assieme).

  Cordiali saluti - NINO LUCIANI

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EDIZIONI  PRECEDENTI

In margine al Convegno di Camaldoli

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LETTERA di IANNATTONE
AL DOTTOR LUCIANI

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

 

Per fortuna sono riuscito a parlare con lei a Camaldoli per qualche istante, poco prima del pranzo, ho potuto conoscerla da vicino.

La situazione mi pare molto ingarbugliata, purtroppo non mi hanno fatto parlare per motivi legati ai tempi, ma se lo avessi potuto fare questo vi avrei detto.

"La prima parte dell'intervento di Bonalberti sulle analisi delle cause della situazione odierna e di quella relativa all'epilogo della DC erano semplicemente molto ben impostate, la seconda parte invece quella della prassi ed della operatività invece una tragedia, completamente scollegata alla realtà anche solo quella da lui stesso precedentemente descritta."

"La prima cosa che si deve fare è quella di stare lontano i km dalle elezioni politiche prossime, saranno una tragedia per i vincitori, saranno un dramma per gli sconfitti".

"Due posti da deputato sono un insulto alla DC di allora, ma soprattutto a quella di oggi, non certo per il numero, ma perché ciò rappresenterebbe la sua seconda fine, sarebbe il nostro nulla osta ad una repubblica che non è più ne RES ne tantomeno PUBBLICA, non è più niente, e così come è non potrà mai più rispondere alle piene e vere esigenze della dignità dell'uomo".

"Il compito e il ruolo della DC deve essere quello di Padre della Patria vecchia, per costruire la Patria nuova, per fare divenire qualcuno Figlio idoneo alla rivoluzione pacifica per l'avvento del nuovo mondo, quello che al momento intravediamo all'orizzonte" .

"Altrimenti la lezione del Codice di Camaldoli e dei suoi estensori è semplicemente calpestata".

"Quindi, o si trova una mediazione tra ciò che molti hanno detto di buono, o altrimenti questa DC finisce molto prima di quella nostra".

"Fontana può fare molto, solo se non pensa alle elezioni politiche, Bonalberti può fare molto solo se pensa a rovesciare questo stato delle cose e non a sostenerle anche contro il suo volere".

Concludo come ho iniziato, per fortuna che ho parlato qualche istante con lei, perché lei mi è sembrata una persona diversa da costoro, si attivi per non cadere nel trappolone delle seggiole e delle poltroncine, meglio quelle del cinema.

Invece pensiamo a come si può governare processi futuri, perché questa attuale realtà ci insegna che non si ha più bisogno della politica, che le cose importanti si decidono fuori dall'assise democratica. E ciò non fa parte della nostra coscienza.

   Aspetto sue notizie e se vuole posso darle anche una mano.

Carlo Iannattone

Credo che anche il Prof. Fabbrini possa essere di aiuto, ma solo dopo che lei ci rassicura che queste follie si stanno fermando.

ammaturo.JPG (8851 byte)

LETTERA dell'Ing. AMMATURO
A GIANNI FONTANA PRESIDENTE DC
( ELETTO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI )

OGGETTO: Lettere GRASSI – BONALBERTI

In riferimento all’oggetto, e non avendo avuto esito le richieste da me a suo tempo avanzate, personalmente e per e-mail, mi permetto di formulare le seguenti osservazioni:

-         Verificare che esiste chi propone, ancora una volta, ricorso contro la ricostituzione della DC è semplicemente stomachevole per chi, alla base, coltiva in sé il desiderio unito alla convinzione che la DC, con i suoi valori, possa costituire un riferimento per la Politica Italiana.

-         Verificare che vi sono, sparsi per l’Italia, soggetti che si sentono depositari del diritto di parlare in nome e per conto della DC è avvilente!

-         Constatare che l’assemblea, legittimamente convocata, non è servita ad accelerare il processo rifondativo è umiliante per quanti hanno creduto e partecipato;

-         Tanti amici sono stati chiamati a costituire una sorta di direttivo nazionale, non si sa bene con quali compiti, affidati da chi e con quale legittimazione a procedere;

-         Gli amici Grassi e Bonalberti, che ringrazio per la loro personale partecipazione continuano a disquisire e non so con quale autorità o autorevolezza ( l’autorità va conferita da chi ne detiene il potere, cosa non possibile in questa fase ); comunque ben venga qualunque forma di volontariato!

Caro Presidente, credo che il tuo mandato sia preciso, ricostituire la DC e nel più breve tempo possibile.

Il riferimento per fare questo, per evitare ricorsi, più o meno interessati, non può che essere il Codice Civile  che è la norma di riferimento di ogni Statuto, e l’Assemblea dei Soci!

Ogni altra proposta, anche proveniente da parte di autorevoli amici, siano comitati civici, sezioni, movimenti spontanei, o altro, è inutile e dannosa.

Nella Società Civile vi è tanta Gente che aspetta di avere un messaggio chiaro ed una chiamata per la rifondazione della DC ed è pronta ad impegnarsi solo per questo e non per altro!

Il resto serve solo a riciclare vecchi notabili che sono quelli che hanno tradito e distrutto la DC e che oggi possono servire solo a dare una mano, se pentiti, ma non potranno tornare da protagonisti perché la Gente non è stupida e sta seguendo attentamente questo processo.

Caro Presidente, bisogna puntare sulla Società Civile, nelle sue più variegate espressioni, e devi andare avanti velocemente parlando alla Gente e non ai vecchi rottami di una DC dissolta illegittimamente e nel silenzio totale di tanti codardi che fuggirono sotto i colpi della Magistratura; La Gente , questo, lo sa!!!

Non si tratta di creare le condizioni per trovare un collegio utile a qualcuno ma di ricostruire quel grande progetto politico a cui sottendeva l’impegno dei Cattolici Democratici.

Se non si fa questo i mass media ci sbraneranno e, sai, che lo hanno già fatto in occasione dell’Assemblea, sia pur molto blandamente.

Caro Presidente, la fiducia da sempre riposta in Te non può essere mal corrisposta, vai avanti e chiedici qualunque cosa, noi ti seguiremo.

Un abbraccio.

Francavilla Fontana  27/06/2017

                                             Ing. Mimmo Ammaturo

 

 

 

LE DUE LETTERE di Bonalberti e Grassi

LETTERA DI BONALBERTI

Oggetto: Proposta di comitato civico popolare della città metropolitana di Venezia

Cari amici

ho inviato agli amici DC della provincia di Venezia, la allegata mail per avviare il primo comitato civico popolare di cui allo oggetto.

Mi auguro possa costituire un primo esempio di modello organizzativo per la nuova DC che insieme a Gianni Fontana intendiamo sviluppare, partendo dal basso, con la sperimentazione di nuove forma di partecipazione piu' aperte alle attese dei nostri cittadini ed elettori. Il preoccupante astensionismo dal voto registrato da tempo ( ai ballottaggi ha votato meno del 50% della base elettorale) o si supera colmando il deficit di partecipazione politica o la nostra democrazia, gia' ridotta a poca cosa dalla dominanza dei poteri finanziari concentrati a livello mondiale nei gestori proprietari degli edge funds caucasici e USA ( Rothschild, JP Morgan, Morgan Stanley….) finirebbe con il dissolversi tootalmente.

Mi auguro che il tentativo trovi adesione tra i nostri vecchi e nuovi amici DC veneziani e che possiate anche voi tentare modelli sperimentali analoghi nelle vostre realtà  provinciali e regionali.

Un caro saluto

Ettore Bonalberti

LETTERA DI GRASSI

Oggetto: Proposta (di Bonalberti) di comitato civico popolare della citta'  metropolitana di Venezia

Caro Ettore,

mi sembra una buona idea. E' importante creare centri di aggregazione sul territorio, anche variamente  strutturati, che possano promuovere iniziative politiche , creare proselitismo , consenso elettorale e capacita' di interlocuzione con le istituzioni locali.

Diverso e' il problema congressuale DC , che volendo fare riferimento allo statuto    prevede tassativamente le assemblee provinciali e regionali per l'elezione dei delegati al congresso nazionale . Ovviamente questo percorso e' riferito alla volonta'   di ricostituire la D.C. storica e non altre forme associative,  pur ugualmente denominate ,  ritenute magari piu' idonee rispetto allo scenario politico ed elettorale che si va delineando.

Un caro saluto

Renato Grassi

 

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Precedente commento di Luciani

  Oggetto: Due lettere di GRASSI e BONALBERTI, apparentemente conviventi; in realta' nettamente contrapposte

    La lettera di Bonalberti vuole i "comitati civici" per arrivare a ricostruire la DC insieme con Fontana.

    La lettera di Grassi dice : puo' essere "una buona idea". Ma "tu non stai andando verso il congresso della DC" secondo lo statuto.

   Prima conclusione: questa lettera di Bonalberti è la prova del fondamento dell'accusa diretta di Luciani a Fontana: "Tu non stai eseguendo il mandato della assemblea dei soci della DC (del 25-26 feb. 2017) per fare la DC. Stai facendo altro...". E chi appoggia Fontana, ne è complice, e non sta agli accordi di Camaldoli.
 
Tra l'altro, la previsione iniziale era che la carica di Presidente dell'Assocazione dovesse scadere a giugno 2017, termine massimo entro il quale fare il congresso, dopo aver modificato lo Statuto. Invece, facendo slittare il congresso sine die, uno si auto-proroga.

   Seconda conclusione: Di fronte alla prova della deviazione di Fontana, può darsi che l'Assemblea dei soci si autoconvochi per domandare spiegazioni.

   Terza conclusione: Non e' escluso che quelli del ricorso per fare annullare l'assemblea dei soci (del 25-26 feb. 2017) abbiano gia' capito le cose, prima di me: e vogliano anzi salvare la DC ritirando il ricorso, ma dopo essersi assicurati di avere riportato Fontana sulla retta via (fare il congresso con un nuovo statuto, ammodernato tutti assieme).

  Cordiali saluti - NINO LUCIANI

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EDIZIONI PRECEDENTI

 

La DC che torna nella politica in Italia

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Nino Luciani, In cerca di un identikit per la DC

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La DC del 1948-76, o quella del 1977-94 ?
Poi,  il Papa non vuole un partito "SOLO" di cattolici
Clicca su: http://www.universitas.bo.it/FORUM5.htm#PARTITO

Anche un codice etico per il cristiano impegnato in politica
Clicca su: codice ; e su: appendice

 

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papa-bergoglio-furbetto - Copia.jpg (9815 byte)

 

Nota. Nel 2012 un Gruppo di docenti cattolici universitari aveva fatto un "codice etico del cristiano impegnato in politica", a prescindere dal partito di militanza. Ad esso si era pervenuti in un anno di lavoro, a seguito di un primo colloquio di uno del Gruppo con il Segretario generale della CEI, e poi di contatti con l'Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro, che infinr  l'aveva girato a Galantino "senza rilievi".
  Ultimamente, in seguito al decreto di convocazione del tribunale, a cui sopra si accenna, il codice è stato presentato a Bologna da tre professori universitari (Nino Luciani, Antonino Giannone, Ezio Mesini) a un gruppo misto di 60 persone, metà filo DC, metà interessate a titolo personale.
  Questi sono  i link per trovare il codice, direzionato alle persone, come individui; e due appendici con l'ottica del sistema politico, di cui un "appello" dell'arcivescono CREPALDI di Trieste, Osservatorio del card.Twain.
  Qui sotto si trovano due commenti: uno sui codici etici in generale; uno sul possibile significato (per l'Italia) del ritorno di un partito DC.

 Nino Luciani, IN CERCA DI UN IDENTIKIT
PER UN RITORNO CON DIGNITA'

1.- Un partito di soli cattolici ? NO – Il papa ha detto no.
Sì, invece, ad un partito laico che unisca il più possibile i cattolici nello scenario politico italiano, e anche di non cattolici con gli stessi valori e programmi, e
quali garanti della laicità del partito.
Un partito liberale ? No.
Un partito socialista ? NO.
L’art. 1 dell’Atto costitutivo della DC (1945, tuttora vigente) dice: "DC, un partito con un programma di libertà e di giustizia sociale, ispirato ai principi cristiani".
Direi, con linguaggio più pragmatico: DC, un partito interclassista e di mediazione sociale, ispirato alla dottrina sociale della chiesa, ma non di soli cattolici, anzi benvenuti come garanti della laicità.

2. - Secondo la dottrina sociale della chiesa, nel campo temporale la posizione del cristiano impegnato in politica, nei confronti della gerarchia, non è diversa da quella del non cristiano nei confronti della gerarchia. C’è invece il diritto-dovere della gerarchia nel dare l’ispirazione cristiana, al cristiano. Vedi Diez Alegria, Università. Gregoriana. Clicca su: Diez Alegria, Pontificia Univerità Gregoriana.

3.- Quale elettorato naturale per un partito di cattolici ? Sia pur non di soli cattolici). Penso che debba essere un elettorato qualificato, da cercare in quella direzione, capace di far scaturire grandi statisti, del calibro della DC del 1948-1976..
Dovre
bbero cercare un rapporto ufficiale con la gerarchia cattolica ? Direi proprio di no, perché la Chiesa ragiona rivolta al mondo ultraterreno, e dunque su valori trascendenti.
Gesù aveva detto che chi è primo in questo mondo potrebbe risultare ultimo nel suo regno (regno di Dio). Dunque la Chiesa non è interlocutrice di un partito (sia esso di cattolici o non cattolici).
Lo storico Giorgio Galli (Storia della DC, 1943-93, ed. Kaos, Milano 2007, p. 32) racconta che:" fino a quando la Chiesa e le organizzazioni cattoliche (parrocchie…, NdR) non scelgono la DC (si era vicino al 1948, NdR), il partito non appare affatto radicato nella società, e la sua azione si limita a contatti vertice…" . ..Successivamente, con la partecipazione del mondo della cultura e della formazione … la DC diverrà anche "interclassista, capace di rivolgersi in modo credibile tanto alle masse, quanto alle élites culturali e al mondo imprenditoriale " (ib. p. 28).
A questo riguardo si deve considerare che la distinzione tra valori temporali e valori spirituali non è netta, ma v’è tutto un campo misto. Basti pensare al soccorso alle povertà, alla presenza delle istituzioni cattoliche nel sociale (scuole, sanità, varie forme di volontariato ) e più in generale al fatto che, nella tradizione italiana, le nostre parrocchie hanno sempre svolto anche compiti civili.
Dunque la riscoperta del dialogo con le parrocchie, oggi molto dimenticate, è la strada giusta per un partito di cattolici e di non cattolici. Anche perchè nel mondo dei non cattolici ci sono strutture che fanno le stesse cose che fanno le parrocchie.
Con le parrocchie ci sono le associazioni e movimenti che le collaborano.

4.- In questo scenario il codice etico, ispirato alla dottrina sociale della chiesa cattolica, diviene il linguaggio che permette al partito di cattolici di parlare con le istituzioni civili cattoliche.
E’ un linguaggio che parla di comportamenti morali e di etica. Questo passaggio ci porta a considerare che il cristiano impegnato in politica deve orientarsi al bene comune, sia pur in modo generico.Questo non significa proporre demolire lo Stato sociale ( la scuola pubblica, la sanità pubblica e quant’altro), ma il riconoscimento al volontariato sociale di una posizione costituzionale paritaria. Questo ... anche per motivi pratici. Infatti, la burocrazia pubblica è lo strumento fondamentale dello Stato, altamente benemerito, ma anche la causa di catastrofi in dati casi (causa lentezza) , di cui vediamo i limiti ogni giorno.

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5.- Sulle motivazioni individuali dei politici. I politici tutti (cattolici e non cattolici) non cercano spesso, come istinto naturale, il bene comune, ma quello personale. Non è un fatto solo italiano, ma universale verificato dalla Scuola di public choice, fondata dal premio Nobel (James Buchanan) e oggi accettata nel mondo.
Seconda questa Scuola, circa le motivazioni individuali, non v’è differenza tra "economia privata di mercato" ed "economia pubblica", nel senso che un privato fa produzione per il mercato, ma allo scopo di fare un profitto.
E, identicamente, un politico fa produzione di beni pubblici, ma allo scopo di fare un interesse personale. Questo "interesse" non è necessariamente illecito. Può essere una remunerazione, il piacere di servire il bene comune, il piacere dell’ambizione ( e questo c’è anche nel privato).
Rinvio al mio libro: Economia delle Scelte Pubbliche. Clicca su: http://amsacta.unibo.it/3417/1/scritti_scelti_luciani.pdf , pag. 346 e ss.
Per riportare le cose sulla retta via, che mette d’accordo il bene privato e il bene pubblico, servono dei meccanismi bilancianti:
- nel mercato il principale meccanismo è la concorrenza, altro è la regolamentazione dei monopoli…;
- nel campo pubblico il principale meccanismo è quello dell’alternanza tra i grandi partiti al governo, aspetto trattato nell’Appendice al codice etico (a cui rinvio), e del quale gli Stati Uniti d’America sono un esempio sotto gli occhi di tutti, sia pur con i suoi difetti.
  Su questo sfondo, penso sia inimmaginabile che la DC possa ripresentarsi al popolo italiano senza sottoppore a riesame la sua storia, in un pubblico convegno di storici, con una netta distinzione tra i due periodi: 1948-1975 e 1976-1994): rispettivamente quello dell'ascesa del Paese, e quello del declino e della stagnazione, dentro il quale ci troviamo tuttora

6.- Bene Comune. Il cosiddetto "bene comune" non consiste "nel fare bene a tutti" e questo parrebbe contraddittorio.
Nel campo pubblico ogni intervento, per sua natura, fa il bene di qualcuno, e il danno di un altro.
Si pensi ad un autobus a servizio di un quartiere. Se esso passa per la strada più vicina a te, probabilmente quella strada è la più lontana da altri di un'altra strada. La soluzione meno peggio è che l’autobus passi per la via in mezzo alle due.
Si pensi al finanziamento di una scuola. Ognuno paga in modo progressivo, rispetto al reddito. Probabilmente i ricchi (che pagano di più), mandano i figli in una scuola privata, mentre i poveri mandano i figli alla scuola pubblica, pagando meno del costo.
Alla fine si trova che il bene comune è realizzato se, nel complesso della società civile, i vantaggi superano i danni.
La valutazione la fa "un terzo", che nelle scelte pubbliche potrebbe essere un governo eletto, o forse un dittatore.
Ma se il governo pensa a prolungare la propria sopravvivenza (ossia ai propri vantaggi), forse alla fine si trova che egli potrebbe privilegiare i propri elettori.
Questo è davvero il bene comune ? Per una soluzione, rinvio ad un mio studio, a partire da un teorema di Vilfredo Pareto:
" E.d'Albergo, la Sienza delle Finanze e il problema di una regola di sicura decisione collettiva, a supporto del secondo teorema del benessere": http://amsacta.unibo.it/3417/1/scritti_scelti_luciani.pdf pag.668 e ss.

7.- Torniamo al codice etico. Questa conclusione ci riporta a considerare l’importanza dei meccanismi bilancianti anche nel campo pubblico, vale dire alla alternanza tra i grandi partiti al governo e soprattutto alla educazione individuale.
Questa ci riporta al discorso iniziale, proprio della dottrina della chiesa cattolica: dunque al codice etico, che parla alla persona.